Calcolatore gratuito, dati ufficiali 2026

Quanto ti resta davvero con la partita IVA forfettaria

Il 15% non si applica al fatturato, e i contributi INPS pesano quasi sempre più delle tasse. Inserisci i tuoi numeri: qui sotto trovi il calcolo completo, passaggio per passaggio, con le aliquote delle circolari INPS 2026.

I tuoi dati

Quello che incassi davvero nell'anno, non quello che fatturi. Nel forfettario vale il principio di cassa.

È il coefficiente di redditività: la quota di fatturato che lo Stato considera reddito. Dipende dal codice ATECO. Vedi la tabella completa.

Se sei iscritto a un albo con cassa propria, le aliquote le fissa la tua cassa e questo calcolatore non può stimarle.

Ti restano, al mese

1.920 €

23.035 € all'anno, su 30.000 € fatturati, 77% del fatturato

Come ci si arriva
1 Reddito imponibile
30.000 € × 78%
23.400 €
2 Contributi INPS
Gestione Separata, 26,07% sul reddito imponibile
− 6.100 €
3 Imposta sostitutiva
5% sul reddito al netto dei contributi (primi 5 anni)
− 865 €
Netto in tasca 23.035 €

E adesso, come li metti da parte?

Contributi e imposta non si pagano oggi: arrivano tutti insieme l'anno prossimo. Per non trovarti scoperto dovresti accantonare

580 € al mese

ogni mese, tutti i mesi. È la parte che quasi nessuno fa, ed è il motivo per cui il forfettario "sorprende" al primo acconto.

uRekoin tiene da parte quella cifra in una busta dedicata e ti dice cosa ti resta davvero da spendere. Registra le spese da sola, leggendo le notifiche della banca: niente accesso al conto, niente inserimenti a mano.

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Perché il 15% non è il 15%

L'errore più comune è pensare che il forfettario tassi il fatturato. Il conto ha tre passaggi, e l'aliquota arriva solo alla fine, sull'importo più piccolo dei tre.

  • Il coefficiente di redditività riduce il fatturato a reddito imponibile. Non devi documentare le spese: lo Stato le riconosce forfettariamente, in base al codice ATECO.
  • I contributi INPS si calcolano su quel reddito e si deducono. Sono quasi sempre la voce più pesante: nell'esempio da 30.000 € di un professionista pesano circa sette volte l'imposta.
  • L'imposta sostitutiva del 5% o del 15% si applica al reddito al netto dei contributi versati, non al fatturato e nemmeno al reddito lordo.

Gestione Separata e artigiani/commercianti non si calcolano allo stesso modo

Questa differenza rende sbagliati parecchi calcolatori in circolazione, e cambia il risultato di migliaia di euro.

Con la Gestione Separata paghi il 26,07% sul reddito effettivo e basta. Se guadagni poco, paghi poco. I 18.808 € di cui si legge in giro non sono un minimo da versare: sono la soglia di reddito che ti fa accreditare un anno intero di contributi ai fini pensionistici. Sotto quella cifra versi meno e accrediti proporzionalmente meno.

Con le gestioni artigiani e commercianti funziona all'opposto. C'è un contributo fisso dovuto comunque, 4.521,36 € per gli artigiani e 4.611,64 € per i commercianti, anche a fatturato zero. Sopra i 18.808 € di reddito si aggiunge una percentuale sulla parte eccedente.

La tabella dei coefficienti

Sono fissati dall'Allegato 4 della Legge 190/2014 e nel 2026 non sono cambiati.

AttivitàCoefficiente
Industrie alimentari e delle bevande40%
Commercio all'ingrosso e al dettaglio40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande40%
Commercio ambulante di altri prodotti54%
Costruzioni e attività immobiliari86%
Intermediari del commercio62%
Servizi di alloggio e ristorazione40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari e assicurativi78%
Altre attività economiche67%

Attenzione: l'Allegato 4 elenca i gruppi con i codici ATECO 2007. Dal 1° aprile 2025 è in vigore la classificazione ATECO 2025 e il tuo codice potrebbe essere cambiato d'ufficio, ma la tabella dei coefficienti non è ancora stata riscritta: il coefficiente va individuato sulla vecchia classificazione finché non esce una tabella nuova.

Domande frequenti

Fino a quanto posso fatturare restando nel forfettario?

85.000 € incassati nell'anno. Tra 85.001 e 100.000 € esci dal regime dal 1° gennaio successivo; oltre 100.000 € l'uscita è immediata, con IVA dovuta già dall'operazione che supera la soglia.

Ho un lavoro dipendente: posso aprire la partita IVA forfettaria?

Sì, se nell'anno precedente non hai superato una certa soglia di redditi da lavoro dipendente o pensione. La regola di base fissa il limite a 30.000 €, ma per il 2025 e il 2026 è stato innalzato in via eccezionale a 35.000 €. Salvo proroghe, dal 2027 si torna a 30.000 €. Il limite non conta se il rapporto di lavoro è cessato.

Quando si applica davvero l'aliquota al 5%?

Per l'anno di apertura e i quattro successivi, a tre condizioni: non aver esercitato attività d'impresa o professionale nei tre anni precedenti, che la nuova attività non sia la mera prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo svolto prima, e, se rilevi un'attività altrui, che i ricavi di quella attività nell'anno precedente non superassero 85.000 €.

Conviene la riduzione contributiva del 35%?

Riguarda solo artigiani e commercianti ed è facoltativa, su domanda. Paghi meno subito, ma maturi meno pensione: i contributi ridotti valgono meno anche in termini di anzianità accreditata. Chi ne beneficiava già prosegue in automatico salvo rinuncia; chi ha aperto nel 2025 doveva farne domanda entro il 28 febbraio 2026; chi apre nel 2026 deve comunicarlo appena riceve il provvedimento di iscrizione.

E la riduzione del 50% per i nuovi iscritti?

Era prevista dalla Legge di Bilancio 2025 per chi si iscriveva per la prima volta nel corso del 2025 alle gestioni artigiani o commercianti, per 36 mesi, ed è cumulabile con il regime forfettario. Non è stata confermata: chi apre l'attività nel 2026 non può più richiederla, e per questo non compare tra le opzioni del calcolatore. Chi si è iscritto nel 2025 e l'ha ottenuta continua a beneficiarne anche sui contributi del 2026; al termine dei tre anni può chiedere la riduzione ordinaria del 35%.

Perché il calcolo non copre le casse professionali?

Perché avvocati, ingegneri, medici, commercialisti e altri albi hanno ciascuno la propria cassa, con aliquote, minimi e contributi integrativi diversi tra loro. Una stima unica sarebbe inventata: meglio nessun numero che un numero sbagliato.

Questo calcolo sostituisce il commercialista?

No. È una stima costruita sulle aliquote ufficiali, utile per capire l'ordine di grandezza e sapere quanto accantonare. Non tiene conto di acconti, addizionali, situazioni familiari, contributi già versati, agevolazioni per nuovi iscritti o casi particolari. Per la dichiarazione serve un professionista.

Approfondimenti

Aggiornato al 15 agosto 2026

Fonti

  • Coefficienti di redditività, soglia di 85.000 € e aliquota al 5%: Legge 23 dicembre 2014 n. 190, commi da 54 a 65 e Allegato 4 (testo vigente su Normattiva).
  • Gestione Separata, aliquota 26,07% e massimale 122.295 €: circolare INPS 3 febbraio 2026, n. 8.
  • Artigiani e commercianti, contributi fissi, scaglioni e riduzione del 35%: circolare INPS 9 febbraio 2026, n. 14.

Questo strumento fornisce una stima automatica a scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale o previdenziale. Le aliquote sono quelle in vigore alla data indicata e possono cambiare. uRekoin non raccoglie né trasmette i dati inseriti: il calcolo avviene interamente nel tuo browser.